Lettera a me stessa.
Cara me,
è da tempo che non dialoghiamo più.
Non riesco più a capirti, sembri sussurrarmi messaggi incomprensibili in una lingua che non conosco.
Mi manchi tanto.
Mi manchi, mi manca quando eri così piccola e spensierata, quando rincorrevi ombre e animaletti, quando passavi ore a inseguire le farfalle sperando di prenderle per volare con loro.
Quando il tuo viso si illuminava e i tuoi sorrisi frequenti palesavano quella tua felicità incondizionata. I tuoi occhi brillavano, mentre li spalancavi come per risucchiare tutte le piccole grandi meraviglie che ti circondavano. Mi manchi, mi manca quando non eri alta abbastanza per arrivare al lavandino, e la mamma ti prendeva in braccio. Quando essere strana non ti infastidiva e ti faceva sentire più bella, diversa.
Mi manca il tuo staccare la testa alle bambole, mi manca quella tua ossessione per ogni creaturina che incontravi, quando eri tu a dover guarire gli altri. Mi manca la tua risata contagiosa di chi è felice, mi mancano le passeggiate con il nonno nel bosco, quando ti stancavi a tenergli la mano perchè ti costringeva ad alzarla, ma eri felice così.
Mi manca il tuo cercare i mostri sotto il letto, quando ancora non li cercavi dentro te stessa.
Mi mancano i baci della buonanotte, le fiabe, mi manca quando eri libera di essere te stessa.
Mi mancano i tuoi dinosauri, gli aerei di carta. Mi mancano le tue collane di pasta, gli aquiloni, quei libri di cartone con le figure colorate. Mi mancano i tuoi album grigi che si coloravano con il pennarello magico, mi manca il tuo ottimismo. Mi manca la tua autostima.
Mi manca quando non respingevi gli abbracci, mi manca quando non sorridevi per nascondere la tua solitudine.
mi manca la tua innocenza